Fabrizio Bellini

Biografia imaginifica.

Fabrizio Bellini (se questo è il suo vero nome) è la persona più giovane mai colpita da un fulmine. Sopravvisse perché il medico che l’aveva appena fatto nascere e che l’aveva appena sculacciato, assorbì gran parte dell’elettricità, carbonizzandosi all’istante.

Durante l’infanzia fu un bambino solitario, tranquillo, amante dei giocattoli e dei libri d’avventura, ma dopo la brutta ed inspiegabile caduta dalla finestra ed il conseguente trauma cranico, ebbe accesso alle memorie di una sua altra incarnazione, memorie di un santo cattolico di cui non possiamo fare il nome per motivi di copyright.

Oltre che a parlare con animali e piante, riesce a volte anche a parlare con la gente.

In armonia con certe ciclicità planetarie, subisce periodi di visionarietà, durante i quali entra in una specie di trance mistica e crea qualcosa, come una poesia, qualche pagina di prosa lasciata a metà, una foto, un robottino, un disegno, una canzone, un passo di danza, una nuova ricetta.

Braccato dai servizi segreti di mezzo mondo per via delle sue doti divinatorie e della capacità di cambiare idea, Fabrizio si rifiuta di mediare con le istituzioni, le ingiunzioni e le istanze sociali, preferendo la vita del vagabondo psichico, a basso impatto ambientale ed esentasse.

Anche se il suo fisico è ormai minato, è ancora perfettamente in grado di uscire di casa, se qualcosa lo attrae.

Curriculum Artistico (parziale).

Fabrizio Bellini (Perugia, 9/10/1980) è da sempre impegnato in disparate attività artistiche, performative e ludiche: alla naturale ed intima attività di scrittore si affianca una continua sperimentazione di linguaggi quali la fotografia analogica e digitale, la grafica analogica e digitale, il canto, la lettura pubblica, l’editoria indipendente (soprattutto con la rivista Flusso), il disegno, il game design, la scultura.

E’ altresì attivo nel campo del volontariato e dell’associazionismo, con collaborazioni – passate e presenti – con il Circolo ARCI Island, il CuartoNigro photolab, il Fronte di Resistenza Analogica, l’Ass. Arrivo, l’Ass. Libero Pensatore, il Centro Servizi Giovani di Perugia, Tamat, il Perugia Social Photo Fest, il RabbitFest Animation Festival, l’Ass. Strade Bianche, la rivista Flusso e l’Ass. Fiorivano le Viole, della quale è uno dei fondatori e per la quale gestisce da prima la bottega “Dinamica” poi l’officina creativa di “BracciaRubate“, e nel campo dell’organizzazione e dell’allestimento di mostre ed eventi artistico-culturali.

Dal 2012, porta nelle vie e nelle piazze italiane il laboratorio ROBOTOLOGICA – Rigenerazione Spontanea di Piccoli Rifiuti Inorganici, per il recupero della dimensione comune del gioco e della creatività, col fine ultimo di una pacifica conquista del mondo da parte del grande popolo dei Robottini.

Scrittura:

– III° classificato nel 2003 al concorso letterario “Rumori da Saturno” organizzato dall’Accademia Europea della Fanta Fantascienza.

– Pubblicazione del racconto “L’isola” nel 2009 all’interno della raccolta “Racconti Perugini”, edita da Midgard col patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Perugia.

– Immobili: installazione poetico-visuale con il CuartoNigro photolab al Perugia Social Photo Fest (Rocca Paolina, Perugia).

– Pubblicazione del racconto “La risata del fuoco” all’interno della raccolta “Racconti Umbri edizione 2020“, edita da Historica.

– Pubblicazione del romanzo “Enar l’Annientatore“, scritto con Andrea Bindella.

Robotologica:

Il laboratorio Robotologica – rigenerazione spontanea di piccoli rifiuti inorganici consta di un tavolo con sopra un mucchio di pezzi di recupero, comunemente detti rifiuti, opportunamente ridotti ai minimi termini di smontaggio, che è possibile assemblare a fini estetici con l’ausilio d’ingegno e superattak.

Il laboratorio ha avuto sede permanente ed attività continuativa dal 2012 al 2017 all’interno degli spazi dell’Ass. Fiorivano le Viole, integrandosi nel tessuto sociale del quartiere di Via della Viola e coinvolgendo centinaia di persone, residenti e passanti, liberi di portare i propri rifiuti ed assemblare i propri Robottini. In numerosissime occasioni il laboratorio si è fatto itinerante, dimostrandosi importante punto di aggregazione nei seguenti eventi (l’elenco è comunque parziale): III° Festival del Pensiero Libero, Floralia 2013, Immaginario Festival 2013 (dal laboratorio nascono i premi del festival di quell’anno), Sottosuolo Festival, Piazza Libera Tutti (XII° Festival Internazionale di Letteratura Resistente, Pitigliano), Muse Us – restart from art, Open Tank (dal laboratorio nasce l’installazione “La Colla non è Acqua”, Museo della Pesca, San Feliciano), Permucchi & Garbugli (Pitigliano), Art Human Dream (Castello del Cassero di Camerata Picena, Ancona ), Nomadic Art Festival 2015 (il laboratorio si avvale esclusivamente dei pezzi recuperati sotto la tangenziale e contribuisce alla realizzazione della cianotipia gigante del Fronte di Resistenza Analogica, Roma), A mano libera 2015 (Piazza del Plebiscito, Ancona), Fiera dei Morti 2015, SpreK.O. 2016 (Festival di Cittadinanza Attiva, Fiuggi), Festival dell’Immaginazione 2016 (con installazione all’aperto della serie “le Muse”, Alcatraz), PAF 2016 (Monteleone), United We Stand (Corso Vannucci, Perugia), Recycling and Urban Development 2017.

Performance Robotologiche (assemblaggio rapido con pezzi donati dai presenti o reperiti in loco) vengono realizzate in occasione di SpazzaKg 2013 (pulizia della zona di Via Settevalli, Perugia), Tell Mum Everything is OK (Palazzo della Penna, Perugia), 21FebBrajo (serata per il compleanno di Brajo Fuso, cinema Sant’Angelo, Perugia) ed altri eventi minori.

Parallelamente all’attività laboratoriale, Fabrizio Bellini produce continuatamente – ma senza fretta – opere proprie: singoli Robottini, pannelli piccoli e grandi e vere e proprie composizioni (da ricordare la scacchiera da Xiangqi di 32 pezzi, le serie “le Muse” di 9 pezzi ed “I figli di Crono” di 3 pezzi e numerosi presepi natalizi esposti in Via della Viola). Tale occupazione, oltre alle partecipazioni a mostre collettive quali PAF 2015, La Via per le Viole (Galleria DaCo, Terni), Dell’osservare, del fare, del sentire, Modulor e le forme del corpo statico, ed i numerosi eventi legati all’operato dell’Ass. Fiorivano le Viole, culmina nella personale Innocenti Invasioni, a cura di Vania Caruso, ospitata dalla Galleria 291 Est di Roma dal 9 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016.

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